Che fine ha fatto il Green Deal? Nasce la flessibilità tecnologica. A Modena un seminario di formazione promosso dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con Maserati SpA e StudioBergonziniComunicazione
MODENA, 9 GENNAIO 2026 – Con la fine del 2025 è definitivamente tramontato anche il Green Deal? La svolta, come noto, è arrivata il 16 dicembre scorso, quando il Parlamento europeo ha approvato il cosiddetto pacchetto Omnibus, facendo cadere il tabù delle auto esclusivamente elettriche.
L’Europa intende ora consentire ai produttori di continuare a vendere veicoli con motori termici anche dopo il 2035, purché a basse emissioni. Che siano ibridi o alimentati con sistemi capaci di abbattere la CO₂ – come e-fuel o biocarburanti – l’importante sarà compensare l’anidride carbonica prodotta.
Secondo l’ipotesi della Commissione europea, l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2035 non sarebbe più del 100%, ma del 90% rispetto ai livelli del 2021. Le compensazioni sarebbero rese possibili attraverso l’uso di carburanti alternativi (per una quota del 3%) e grazie all’impiego di acciaio verde prodotto nell’Unione (7%). Aggiornati anche gli obiettivi per i veicoli commerciali leggeri, che dovranno ridurre le emissioni del 40% entro il 2030, rispetto al precedente 50%.
L’elettrico non sarà dunque più l’unica tecnologia ammessa. Si afferma una maggiore neutralità tecnologica, pensata per consentire all’industria automobilistica europea di recuperare competitività. «Una riduzione del 10% degli obiettivi comporterà il mantenimento di circa il 30-35% di auto non elettriche – con motore a combustione, ibride, plug-in, range extender o altre tecnologie che potrebbero emergere nei prossimi dieci anni», ha spiegato il commissario ai Trasporti, il greco Apostolos Tzitzikostas, che ha presentato il pacchetto insieme al commissario all’Industria Stéphane Séjourné.
L’opinione di Bruxelles
«L’Unione europea non ha messo in discussione il proprio obiettivo climatico – ha precisato Séjourné – ma ha affermato chiaramente un principio di neutralità tecnologica. Abbiamo fiducia nell’industria». Al tavolo anche il commissario all’Economia, il lettone Valdis Dombrovskis: «Questo pacchetto sarà un’ancora di salvezza per l’industria automobilistica europea».
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha aggiunto che «l’Europa rimane in prima linea nella transizione pulita».
Nascerà anche una nuova categoria di veicoli, le MLE, per le quali i costruttori potranno beneficiare di crediti di compensazione: auto compatte, sotto i 4,2 metri di lunghezza, con requisiti congelati per dieci anni. Se prodotte in Europa, potranno godere di bonus all’acquisto. La Commissione ha inoltre chiesto agli Stati membri di prevedere incentivi e agevolazioni su pedaggi, parcheggi e costi di ricarica.
«L’idea è offrire auto con un prezzo compreso tra i 15 e i 25 mila euro», spiegano a Bruxelles, dove è previsto anche un battery booster per sviluppare il settore degli accumulatori nel continente.
La dichiarazione del cancelliere Merz
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accolto con favore le ipotesi di modifica, che dovranno ora essere vagliate dal Parlamento europeo e dal Consiglio UE: «Neutralità tecnologica e flessibilità sono la strada giusta». In Germania, tuttavia, la situazione resta critica. «Stiamo vivendo la peggiore crisi economica dalla fondazione della Repubblica federale», ha dichiarato il presidente della Confindustria tedesca Peter Leibinger alla Süddeutsche Zeitung.
Più severo il giudizio del presidente di Confindustria, il modenese Emanuele Orsini: «Troppo poco. Con le mezze svolte e le mezze curve si fanno gli incidenti». Per il presidente francese Emmanuel Macron si tratta invece di una «proposta equilibrata», mentre il ministro delle Imprese Adolfo Urso parla di «un primo passo nella giusta direzione, una breccia nel muro dell’ideologia».
Secondo Stellantis, le modifiche rappresentano un primo segnale, ma «non affrontano in modo significativo le difficoltà del settore», in particolare per i veicoli commerciali. Apprezzato invece il sostegno alle piccole auto. Per l’associazione europea dei costruttori ACEA si tratta di «un cambiamento radicale rispetto alle norme vigenti», come affermato dalla direttrice Sigrid de Vries. ANFIA parla di «un primo passo verso la neutralità tecnologica», da valutare nel dettaglio, come sottolineato dal direttore Gianmarco Giorda.
Il seminario a Modena
Il tema sarà al centro di un seminario di formazione organizzato dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con Studio Bergonzini Comunicazione, in programma giovedì 12 febbraio presso lo Showroom Maserati SpA di viale Ciro Menotti 322, a Modena.
Interverranno:
Santo Ficili, direttore operativo Maserati SpA
Antonio Farné, inviato Rai TG2
Stefano Bergonzini, autore del libro Il Galateo Social, 100 idee per il Green Deal
Tiziana Fait, direttrice Motori in Rosa
Maria Conti, Chief Communication Officer Ferrari SpA
Andrea Pallard, Alfa Romeo e Maserati Global Communications
Giulio Fabbri, Head of Products Communications Ducati Motor
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