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Sette regole da rispettare per lavorare con profitto in Smart Working

MODENA- Il nostro Studio rimane aperto, con il lavoro del direttore dalla sede in rete con i collaboratori. I Clienti per fortuna continuano a chiamare e a richiedere servizi. Li ringraziamo di cuore.

Eravamo abituati a incontrarli ogni giorno per confrontarci sui progetti, così come eravamo abituati alle nostre riunioni, conferenza stampa, eventi. Il lavoro da remoto cambia i nostri ritmi, dalle tecnologie da usare alla netiquette, molti hanno dovuto re-imparare come si usa Skype o si organizza una Call. In questo post abbiamo individuato 7 regolette di base per lavorare meglio insieme anche se a distanza. La conclusione è che molte buone pratiche potranno aiutarci anche quando l’emergenza sarà rientrata.

PUNTUALITA’. Non ci sono più appuntamenti “fisici” da rispettare, però se un cliente vi chiede di fare una indagine, verificare una notizia, preparare una bozza per un progetto da realizzare “più avanti” siate tempestivi, più e meglio di quanto lo eravate prima. Così come per le call su Skype, telefono fisso o mobile, siate puntualissimi, spaccate il minuto. In caso di ritardo non fate riferimenti “sciatti” alle vostre abitudini di casa che sono poco professionali e non interessano ai clienti.

AGENDA. Bisogna tenere una agenda giornaliera delle telefonate e mail da fare, non importa se non sono urgentissime. E’ necessario tenere “vivi” i contatti e condividere con i nostri clienti, partner, fornitori, collaboratori, giornalisti, agenzie e altro questa fase. Ci si sentirà meno isolati e spesso si rinsalderanno amicizie.

REGOLE. Stabilire delle regole, ovvero chi chiamare prima o dopo, chi sentire su WhatsApp, quando fare il punto della situazione coi capi o clienti – a inizio mattina per riferire del giorno prima oppure verso sera per confrontarsi sull’andamento della giornata. Nelle call su Skype o FaceTime, WhatsApp video  presentarsi in ordine, pettinati, vestiti csual ma bene, barba fatta per gli uomini e coda di cavallo per le ragazze. La casa deve apparire in ordine , Smart per l’appunto. Vietatissimi i pigiamoni che diventano delle “sacre sindoni” dopo 3 giorni.

PAUSA CAFFE’. Organizzate delle pause, riscoprite la dimenticata “merenda” dopo i compiti (continuava a farla solo Carlo Cracco ndr), concedetevi delle video chiamate con le persone care, di famiglia e gli amici, Fatelo però in finestre fisse, senza mischiarle col lavoro. Le pause caffè devono servirvi per ricaricarvi e stare su di tono, non per perdere tempo produttivo.

ROUTINE. Anche in casa bisogna organizzare una routine, un po’ come insegnavano le vecchie scuole di guerra ai sottotenenti per il caso di prigionia. Igiene personale accuratissima a inizio giornata, lettura dei giornali quotidiani (è consentito uscire per andare all’edicola ad acquistare giornali), pasti leggerissimi ( se no questo periodo lo pagheremo anche con 2 taglie in più) e a orari fissi. No all’overdose di informazione televisiva e hard news che crea disturbi da panico che possono condurre dallo psichiatra. Un telegiornale al giorno, il vostro preferito, per apprendere le notizie più importanti e fare il punto della situazione, il resto lo apprenderete dai quotidiani e dal web. Bene la radio come sottofondo.

TELECAMERE. Su Skype o WhatsApp meglio vedersi a telecamera accesa o spenta? Per le comunicazioni formali e le call concordate meglio la telecamera accesa per cogliere meglio il gradimento o meno delle nostre idee/proposte. Per la routine vanno benissimo le semplici chiamate solo audio.

FIDUCIA. Senza fiducia è difficile lavorare assieme: le call periodiche, anche a chi non sentite da tempo possono servire a condividere informazioni, apprendere news, creare un clima positivo da condividere con chi vive insieme a voi. Le tecnologie possono aiutare a superare questo momento anche a chi non lo ha accettato, e sono tanti, ma la base resta la nostra capacità di creare sintonia con gli altri.

Per qualunque informazione potete contattarci allo 059/210528 oppure scrivere a media@studiobergonzini.com

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Stefano Bergonzini

Stefano Bergonzini